Perché "Approccio Multisistemico Integrato"?

Valutazione > Diagnosi > Progetto terapeutico

L'approccio, sia valutativo che terapeutico, considera i vari sistemi funzionali tenendo presente che ogni singola funzione influenza costantemente le altre. E' l'integrazione di più funzioni che rende possibile l'esecuzioni di azioni complesse ad alto livello di esecuzione e controllo. Ad esempio il sintomo, che rappresenta il deficit specifico della persona, è considerato la punta di un iceberg che nasconde difficoltà sommerse da individuare, potenziare ed integrare.

Il termine "integrato" presuppone anche degli aspetti importanti:

- Metodologie aggiornate riprese da studi, ricerche e metodi diversi a seconda della tipologia del disturbo e la fase evolutiva del soggetto.

- Stretta collaborazione tra équipe specialistica, famiglia e scuola al fine di una condivisione e di una messa in atto degli obiettivi da raggiungere rispetto alle capacità e ai limiti di ogni individuo.

Importanza del progetto individualizzato

La valutazione di ogni singolo soggetto va intesa ai fini diagnostici ed alla definizione di un progetto terapeutico a difficoltà crescenti, che tenga conto dei punti di forza dell'individuo, come dei suoi limiti, al fine di limitare un carico di frustrazione, oppositività, stati emotivi e disistima.

In letteratura a livello internazionale i disturbi motorio-prassici vengono
definiti con il Termine DCD (Developmental Coordination Disorders). In Italia, nel termine DCD è implicito sia il DCM disturbo della coordinazione motoria che la Disprassia. E’ fondamentale però sia rispetto alla valutazione che all’intervento terapeutico, definire quali conseguenze possono avere i disturbi della coordinazione motoria in ambito prassico. Va distinto il deficit della coordinazione motoria dalle capacità prassiche. Infatti il termine prassia ha il significato di azione finalizzata ad alto livello di integrazione di più atti motori consecutivi deputati al raggiungimento di determinati obiettivi ed implica anche la capacità di controllo ed autoregolazione durante l’azione, ovvero uno stretta correlazione con le FE.

Nella fase di valutazione e della terapia, è importante osservare la coordinazione motoria-grosso e fine, insieme all’ambito motorio-prassico, che significa saper utilizzare schemi di movimenti in sequenza finalizzati al raggiungimento di uno obiettivo.

Coordinazione

motorio-prassica

Le Funzioni esecutive sono quelle abilità che rendono l’individuo capace di assumere un comportamento intenzionale e promuovere azioni complesse al fine di raggiungere specifici obiettivi.
Il concetto di controllo esecutivo di azioni intenzionali si basa sui meccanismi di autoregolazione e autocontrollo (Processi di feed-back durante l’azione e a posteriori, per giungere alla rappresentazione dell’azione finalmente appresa tramite ripetuti tentativi e controlli di azioni nuove  - Sabbadini). Tale capacità rende possibile costruire ed imparare a automatizzare ed usare strategie con cui operare.
La maturazione dei processi di controllo e delle FE si sviluppa nell’infanzia e nella adolescenza, attraverso l’acquisizione graduale di esperienze e competenze diverse, anche in relazione alla progressiva
maturazione del sistema Nervoso Centrale. 
Tra le FE va considerato importante il ruolo del controllo inibitorio, della WM che insieme al sistema di arousal e flessibilità cognitiva, sono in particolare funzioni deputate ai processi di apprendimento e alle capacità di pianificazione e problem-solving. 

 

Ricordiamo che nel Metodo Sabbadini© viene sottolineata la stretta correlazione tra capacità prassiche e Funzioni Esecutivi (FE).

Funzioni

Esecutive (FE)

Ambito spesso non conosciuto che va monitorato dai primi giorni dello
sviluppo, sia come iperneurosensorialità che come iponeurosensorialità.
Spesso abbiamo casi in cui il bambino non tollera o non recepisce adeguatamente alcuni stimoli sensoriali (uditivi, visivi, tattili, gustativi, olfattivi). Una qualsiasi patologia o evento lesionale, ostacolando, filtrando e distorcendo le informazioni deputate a mirate azioni e scambi tra l'organismo e il suo  ambiente, impedisce una corretta evoluzione delle 
funzioni in termini sociali ed adattivi.
In età evolutiva e soprattutto nei primi mesi ed anni di vita, alcuni deficit
peculiari in diversi settori, in particolare rispetto alla qualità della percezione, possono determinare un 
rallentamento o delle atipie nelle principali fasi dello sviluppo della cognizione.

Pertanto sia nella fase di valutazione che di terapia, in particolare dei disturbi gravi della produzione verbale e dei disturbi motorio prassici, va considerato seriamente il disturbo della neuro sensorialità.

Neuro

Sensorialità

Rispetto al linguaggio vanno in primis verificati i prerequisiti per lo sviluppo delle abilità comunicative, in particolare il desiderio di comunicare e gli aspetti che investono la relazione con l’altro.

Nello sviluppo del linguaggio, inteso come capacità sia di comprensione che di produzione verbale, vanno distinti in ambito clinico, i ritardi del linguaggio dai DSL, Disturbi Specifici del Linguaggio e vanno considerate le diverse tipologie del disturbo.

Infatti si possono avere deficit negli aspetti formali linguistici (fonetico-fonologici e morfosintattici) e deficit negli aspetti funzionali (difficoltà narrative o deficit semantico-pragmatici, ovvero difficoltà a mantenere nel discorso una coerenza ed un buon livello contestuale).

Nella clinica troviamo disturbi di diversa gravità. La forma più grave, da un punto di vista della produzione verbale, è definibile come DVE (Disprassia Verbale Evolutiva) che può manifestarsi come assenza della produzione verbale, o produzione incomprensibile e che può investire, oltre al deficit di coarticolazione, anche seri deficit a livello dell’Apparato Fonatorio. In questi casi si usa la definizione di DVE/CAS e l’intervento terapeutico deve essere molto specifico ed integrato, ovvero deve tener conto in particolare del deficit a livello degli organi della fonazione, degli aspetti percettivi linguistici, oltre al deficit della coordinazione motoria sequenziale.

 

Sempre di più nella ricerca e nella clinica viene considerata una stretta correlazione tra deficit linguistici e deficit della coordinazione motorio-prassica associati a deficit delle FE (Funzioni Esecutive).

Linguaggio e comunicazione

Aspetto fondamentale da considerare oltre agli aspetti psicologici anche in rapporto alle capacità attentive e delle FE. Un sovraccarico di tensione ed emotività produce la disattivazione delle FE e delle capacità di auto-regolazione. Il deficit a livello del controllo delle emozioni gioca un ruolo importantissimo rispetto alle capacità attentive e di autocontrollo.
Per questo sono sempre considerati sia in valutazione che in terapia gli aspetti emotivi e il senso di autostima del soggetto che spesso cade in frustrazione se messo di fronte a compiti che sa di non riuscire a portare a termine con successo, rendendosi spesso conto dei suoi limiti e vivendo il suo problema come un handicap senza soluzione.


Il terapista nel ruolo di mediatore dei processi di apprendimento ha quindi un’importanza essenziale al recupero delle competenze del soggetto così come a volte può essere necessario l’intervento dello psicoterapeuta.

Reazioni

emotive

Acquisizione della maturità delle abilità cognitive come risultato dell'integrazione dei diversi sistemi tramite un progetto terapeutico individualizzato ed il coinvolgimento delle persone di riferimento. 

Chiave di lettura

Metodo Sabbadini